a Lilith50
The Moon
Bungalow Bill, Oziymandias, Clam Chowder, Rosebud, Mexityblues,
Canti Anamorfici, Mimì La Mouche, Alraune, L’Arbalète, The Moon
O ein Gott ist der Mensch, wenn er träumt,
ein Bettler, wenn er nachdenkt.
Friedrich Hölderlin - Hyperion
SCHIUMA SUL MARE
(demi-songe)
Vecchio, tutto si fa rigida luce,
viali, stringhe, senza nomi e nodi,
in marcia, nel paesaggio timo e gigli
confusi col fiorir d’altra stagione,
mentre il selciato in fiamme sotto i passi
divampa in fuggitivo crocevia.
Sono parole le nuvole in cielo:
nessun lessico al mondo le traduce.
DOMINIO DELLA PROPRIA ETÀ
Smacco incessante, impoverimento
del non essere fuor di sé, né dentro
in comunione; e non c’è entità
che non si volatilizzi all’approccio,
non svelando una parte di se stessa.
Il contatto col miraggio d’un mondo
esteriore, munisce tuttavia
la coscienza di forza personale,
non rilevabile che per gli ostacoli
intorno, nella rabbia dei confini.
Violenza contro il mondo: frenesia
di sentirsi reali, poi l’orrore
del facile trionfo sullo spirito
ch’è cancellato in un vuoto certo,
no, nell’assenza d’ogni opposizione.
Una tale esaltazione d’angoscia
si fa strada quando un poeta scrive
della natura d’una condizione
ch’è per lui la conoscenza d’un metodo:
la collera all’assalto di visioni.
DERNIERS VERS
I
Suona in un lungo fremito di baci
la vita d'ogni giorno una leggenda
e gli va sussurrando: Ama ed aspetta.
Remota felicità, fonte ambigua
al dolore, la raffina fra l’ombre
finché c’è luce ripete la danza.
II
Più di quanto non curi la ferita
un nastro era d'argento, ora nel buio
con l'ombre armonïose della notte
mi accompagnano i figli non nati
che dierono, morendo, il proprio lume
postumo. Al verde lume dei campi.
III
Il sole a un tratto illuminò il foglio,
illuminò le mie mani: brillò
quale luce della sera d'amore.
Lei! tenebrosa, eppure tutta luce!
Carta di cuori, principessa tu:
chi ha lagrime per piangere pianga.
IV
Si rifà circolo, spirito, luce,
trovò la via d'entrare in sì bel corpo
di una pura vergine bellezza,
un terribile fatto di natura,
come la nascita e la morte. Senza
voglia di ritornare. Dipartito.
Credo d’aver forse compiuto, in quei giorni, una specie di cinquantesimo compleanno di
AGNELLO AI CINQUE MARI
(ricetta di digiuno, fronte al foglio bianco con matita e biro)
□
Le Nozze dell'Agnello,
l'erbalegno al Magneti
Cowork palermitano
beve Altarwise con Dylan
Thomas in scatoletta.
□
La volta che Fa' Biondi
bacchico a Gibilmanna
sviolinò con ginepro,
riso e agnello al forno.
Finger food, poi spiegò.
□
Le Criptomelodie
infantili di Stratos:
l'agnello si fa social,
lui finì pubblicando
i suoi belanti in cerca.
□
Willy Blake è demetrio.
Altri mari, dovizia
d'infinito ascolto,
questo sentivi, Padre?
Era l'Alzheimer, Padre?
□
Non fece mai ritorno
col suo violino verde,
franchincenso a novembre,
dicembre di quest'anno
ch'è di nuovo finito.
TOMBEAU- pour le Démon terrassé de Vrubel
La dignità naturale del corpo,
serietà del linguaggio e del saluto
la solennità, devota al coraggio:
selvaggio, incolto, ignaro, ma in cambio
toccò i due estremi dello spirito:
infanzia e genio per la facoltà
d'impareggiabile meraviglioso.
Per degli occhi esigenti è ben qualcosa.

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