Monica non faceva distinzioni: il suo giudizio è univoco.
Osservarla. Mentre deterge i piedi e mette smalto. Ah, essere acqua!
Ritrarla, anche (senza che si sappia). Appena sfumature di colori. Lievi, indecifrabili, indecenti.
“Meriggio”, direi: il nome del ritratto. Si, mi sembra appropriato (almeno con le mie deformazioni).
Notte alla fonte. Quando finirà di farsi bella, lei lo sarà di meno. Non ne ha alcun bisogno.
Notte, come forma di notte. Occhi a soqquadro persi nelle stelle. Amarla? Dovrei essere pazzo.
Al campo. codazzo di ufficiali. Lei: irreprensibile. Gentile, tiene tutti a distanza.
Fila di smalti avorio = sorridente. Leggera la sua voce. Scivola nell’aria, mentre quelli schiamazzano.
Breve la sosta. Domani riprenderemo il viaggio verso Susa. Quando saremo là: strade diverse.
Perché pensarci ora? (Prepararsi).
A cena. Boschetto rinfrescante ed usignoli.
Quelli farneticano di un mondo ai loro piedi. Lei presta ascolto. A tutti. (Detto per inciso: non gliene frega niente!)
Olive, frutta e riso; tenersi leggeri. Domani si cammina.
Uno di loro azzarda. Lei lo fulmina col gelo che ha negli occhi.
Più tardi. Quelli continuano. Vino, risate, a volte oscenità. Osservare con condiscendenza (non sanno che sono il nipote di Alessandro).
Rivolta verso me. Perché sei triste, Lampone?
(Con appena un sorriso): Mio zio mi ucciderà.
Albeggia. Bramiti dei cammelli. Attendenti preparano cavalli.
Accostato da capocomico assonnato. Dove te ne andrai, Lampone? A Babilonia. Qualcuno che ti aspetta? Già!
Perché non resti con noi? Potresti declamare poesie tra un intervallo e l’altro. Pagano bene se li fai languire. A farli ridere ci pensiamo noi.
Mi farebbe piacere, Ipponate… ma dopo mi farebbero cercare.
Chi?
Il mondo che mi aspetta.
In cammino.
Strade poco sicure. Predoni? Può succedere.
La carovana si snoda lentamente. Bestie cariche di tendaggi (seervono per le scene) e otri (servono per le sere). Procediamo lentamente. I militari sono già più avanti.
Lei si accosta. Ha piedi bianchi con calzari rossi attorcigliati intorno alle caviglie.
Più in alto cosce avorio. Immaginare.
Dunque non resterai.
Te ne importa qualcosa?
Non molto, in verità.
E allora?
(Fa spallucce). Vai da tuo zio?
Tu che ne sai?
Così si dice.
Mi aspetta un mondo oscuro, Monica. Mi attirerà in un’orbita di guerra.
Mah, Lampone… voi poeti… La guerra è ovunque. (Poi, scuotendosi): Questa sera leggerai poesie?
Senz’altro!
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