Pubblicato il 15/03/2017 22:43:25

Tu vieni prima degli occhi- alla comunione di ogni giorno, nell’oscurità che nessuna luce cancella, invisibile e definitivo, così come è lieve abbandonare il seno di una buona madre, o come l’albero, che s’impone senza un motivo calcolabile- sprofondando nel vasto mondo, dietro minuscole palpebre che uniscono due individui, con i nostri nomi. Anche solo per un soffio ascoltiamo il principio, questa cosa immensa che respira, protesi, beviamo silenziosi, guarendo le parole, senza suono né fragore, appena il tempo di sorridere.
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