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Il Diario Ritrovato [Racconto]

Testo iniziato da Roberto Milanese il 11/12/2017 18:18:00

Sono intervenuti a continuare il testo, nell'ordine, a partire dall'ultimo intervento:

Si conoscevano da poco tempo Jonas e Linda. Sedici anni lei, diciassette lui.
Alto e magro Jonas: spalle strette, carnagione pallida ed ossa sporgenti. Non suscitava certo simpatia al primo sguardo, era un ragazzo timido ma anche molto sicuro di sé. Sembrava sempre annoiato da tutto, adorava i videogiochi e la musica, quella house, un po' spaccatimpani, anche se ai suoi amici non piaceva più ormai da tempo.
Drogato di pizza, andava a scuola malvolentieri ma risultati più che discreti, aspettava il fine settimana per andare al Place con gli amici a bere, non chiedeva altro.
Lei mediamente bassa, carina, anzi stupenda, travolgente. La sua era una bellezza speciale: quasi buffa, semplice. Si truccava poco ma benissimo: se struccata poteva sembrare una bambola tanto era bella, con un filo di trucco risultava irresistibile: con i jeans neri strappati, la felpa dei Nirvana e la coda, alta, come piaceva a lei. Andava ancora al Gadda, amava leggere: libri, giornali, riviste, blog...
Passeggiavano uno vicino all'altra per le vie di Cormano, verso la piazzetta, sfiorandosi, toccandosi, continuamente. Arrivati vicino Malle strisce per attraversare, Jonas indica a terra:
_ guarda un po' Linda, un libro!
_ non è un libro, sembra una specie di diario...
_ lo apro: sembra figo... Scritto tutto a mano con una stilografica! Non c'è titolo ... Tutte frasi, poesie forse, aforismi...

"Ora che mi hai privato di me stesso
non puoi privarmi di te
Odiamo
e sarai mia
per sempre."

Entrambi lessero quei pochi versi di incerto significato. La parola che li colpi fu ‘odiamo’.
“Ma in che senso?” disse Linda “Mica si capisce tanto bene cosa vuol dire. Secondo me chi l’ha scritto ha fatto bene a gettarlo via”.
Jonas non sembrava altrettanto convinto. Continuava a ripercorrere le parole dall’inizio alla fine muovendo le labbra come a sillabarle.
”Ma no” disse “è forte. Non capisci ? Le sta chiedendo di vivere insieme non perché si amano fra di loro, ma perché tutti e due odiano qualcun altro. È proprio così”.
Linda gli prese il quaderno dalle mani.
“Fammi vedere meglio” disse. Si concentrò sulle parole o, almeno, cercò di farlo.
Forse” ammise “ forse è come dici tu. Ma a me sembra lo stesso una sciocchezza. Ci manca solo un altro po’ di odio e siamo a posto”.
Voleva gettare il quaderno lì dove l’avevano trovato.
“No, lascia” le disse Jonas “dallo a me. Voglio vedere cosa altro ha scritto.”
Infilò il quaderno nella tasca posteriore dei jeans.
“Non adesso” la rassicurò “adesso ce ne andiamo per i fatti nostri. Ma più tardi, magari stasera”.
“Ci puoi giurare” disse Linda “non ho proprio nessuna voglia di perdere tempo con uno sfigato come quello. Li conosco quei tipi malinconici e tutti pieni di rabbia. Non mi piacciono per niente”.
Ripresero a camminare. Nessuno dei due, però, riusciva a staccare la mente da quella parola: ‘odiamo’.

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