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PALINGENESI [Racconto]
Testo iniziato da Giorgio Metalli il 09/12/2011 19:50:00
In principio è una oscura coltre grigia, senza prima né dopo. Poi niente. Poi di nuovo tutto è un lattiginoso buio intervallato da chiarore, e lampi oscuri. Né un prima né un dopo, nell’alternarsi di niente e oscurità, ma quando si stabilizza il niente che pervade il tutto, viene percepita una vibrazione che genera lampi accecanti.
E poi di nuovo niente.
Da profondità immemori, dolorosamente risale alla coscienza la cognizione del se. Non è ancora un io consapevole. Piuttosto, come se alcuni nuclei minimi, avendo stabilito una connessione stabile, sperimentino un approccio durevole con altre funzioni, per discernere interno da esterno.
Una leggera onda esterna provoca una vibrazione, subito trasformata in sottile fascio di impulsi elettrici che viaggiando aprono e chiudono canali ionici e spediscono il segnale alla corteccia cerebrale.
- …cred….poss…
Minuscole isole, unite da istmi sottili, ramificati lunghi, sempre più lunghi fino a raggiungere isolotti sperduti nel mare scuro; ogni tanto si accende all'improvviso un piccolo lume e proteine adatte fanno partire un messaggio ancora enigmatico, una scarica elettrica che corre giù lungo le vie tracciate e nuove vie. Isolotti cominciano a sfiorarsi e a fondersi, ma ancora non hanno nome, ancora non sono un continente: intanto costruiamo strade...
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