Pubblicato il 25/03/2016 18:17:12
"SMUT! CLOCK! SPOT!" Forme variabili e sintesi costante in “Smut! Clock! Spot!” Secondo album dei 'Foursome', al loro esordio in Auand Records. Esplorazione di strade diverse e gestazione collettiva sono al cuore del nuovo lavoro del quartetto composto da Giulio Stermieri (Hammond), Simone Copellini (tromba), Federico Pierantoni (trombone) e Riccardo Frisari (batteria).
Con esperienze diverse al servizio di un’unica sintesi sonora, il secondo disco dei Foursome è un prisma dalle sfaccettature brillanti e sorprendenti, i cui riflessi si estendono in tutte le direzioni. Il quartetto conferma la presenza di Giulio Stermieri all’organo Hammond, Simone Copellini alla tromba, Federico Pierantoni al trombone e Riccardo Frisari alla batteria. Una formazione consolidata che, dopo l’esordio con Guuguubarra e tre anni di lavoro insieme, arriva ora in casa Auand con il nuovo Smut! Clock! Spot!.
Frutto di una riflessione che abbraccia sia l’aspetto sonoro che quello formale, l’album trova la sua forza proprio nell’apporto dei suoi componenti, ognuno con un diverso bagaglio di generi: se il batterista arriva dal rock alternativo e dal folk, altri membri vengono dal jazz, ed è con questi elementi che Stermieri ha voluto giocare nella composizione di numerosi pezzi, poi a loro volta trasformati di sessione in sessione in una vera e propria gestazione collettiva.
L’attacco è affidato alle cupe increspature di “Adormaus”, che come un getto d’acqua fredda fa immediatamente spalancare gli occhi sulle sonorità di confine che il gruppo esplora meticolosamente: affida ai fiati un dialogo che si confonde e si sovrappone, mentre la ritmica dà forma a un ambiente sempre più scuro e straniante. Più melodico, ma senza perdere il gusto di confondere le idee, è “Schliesse mir die Augen Beide”, rivisitazione di un lied di Berg nata insieme all’idea di questo disco: «Mi piaceva molto l'idea di lavorare con la voce – spiega Stermieri – e Gaia Mattiuzzi era sicuramente la più adatta ad affrontare un terreno di confine come questo».
Tra bande di suono che attraversano i brani, esplorazioni corali (“Dro”, a cui si aggiunge il sax di Cristiano Arcelli) e divagazioni nella contemporanea (“Lood”), il disco è stato una sfida avvincente anche durante il processo di registrazione: «La possibilità di registrare su nastro – continua il pianista – ci ha indotto ad andare in studio già con l'intenzione di eseguire un numero molto limitato di take per ciascun brano. A parte la riduzione dei tempi di lavoro, credo che il risultato sia stato anche una maggiore freschezza delle idee, soprattutto dal punto di vista improvvisativo».
Come di consueto, il promo digitale può essere ascoltato sul portale IJM clickando su AUAND official website and social media: http://www.auand.com
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