"Togli il numero a ogni cosa,
e tutte le cose periranno."
Sant'Isidoro di Siviglia
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
L'insegnante scrisse col gessetto i numeri sulla lavagna e si volse verso gli alunni.
"Bambini, parliamo dei numeri."
"Maestra, perché si muovono?"
Infatti sopra la lavagna i segni matematici tracciati non rimasero fermi al loro posto, ma si disposero per conto proprio in un altro ordine:
1 2 3 4 5 7 0 6 9 8
L'insegnante sbuffò. "Ci risiamo. Ormai questi impertinenti seguono il cattivo esempio degli esseri umani, e non rispettano più le leggi naturali."
"Maestra, perché non stanno tutti uniti?"
"Perché adesso anch'essi sono divisi da discriminazioni irrazionali."
"Maestra, ma i numeri non sono tutti uguali?"
"Ora non più, secondo loro. L'1, il 2, il 3, il 4, il 5 e il 7 che sono longilinei si sentono superiori allo 0 che è rotondetto, al 6 che ha la pancia, al 9 che ha la gobba, e soprattutto all'8 che ha la pancia e la gobba."
Tutta la classe rise.
"Eh sì, bambini, è una cosa buffa. Però i numeri che non sono snelli vengono discriminati. Lo zero, il sei e il nove vengono a malapena tollerati, ma l'otto è da tutti disprezzato ed emarginato."
"Poverino."
"Che pena."
"Non è giusto."
"Guardatelo, bambini. A voi sembra che come numero sia tanto brutto l'otto?"
"Noooooooo!!!" urlarono gli alunni all'unisono.
"A che cosa vi fa pensare l'otto?"
"L'otto volante."
"Il gioco del lotto."
"L'ottagono."
"L'ottone."
"Ottobre."
"Gli ottomani."
"Il biscotto."
"Lancillotto."
L'insegnante fece una risata. "Beh, in qualche modo più o meno corretto, l'otto è connesso a tutto quello che avete detto. E anche a tanto altro. Per esempio: la rosa dei venti ha otto punte; la distanza tra la terra e il sole è di 8 minuti luce; l'8 marzo è la festa della donna; l'8 dicembre è la festa dell'Immacolata; otto sono le beatitudini evangeliche nel discorso di Gesù sulla montagna. Quindi questo è un numero unico e importante. Ma tutti i numeri lo sono, non si può far a meno di nessuno di loro. Se s'elimina un solo numero, l'intera matematica crolla come un castello di carte."
Il numero 1, che si sentiva il più bello, ribolliva d'invidia per il fatto che il numero 8, il più handicappato, fosse diventato il protagonista della lezione. Si avvicinò al suo simile e lo aggredì con un brutto spintone, facendolo cadere di traverso. Tutta la classe s'indignò.
"Sei cattivo!"
"Non si alzano le mani!"
"L'otto non t'ha fatto nulla di male!"
L'8, molto mortificato, non reagì in alcun modo ma stette disteso così: ∞.
L'insegnante d'improvviso s'illuminò. "Bambini, ammiratelo! Ecco che il numero più sminuito è divenuto il numero più grande che esista: l'infinito!"
La classe esplose in una ovazione. L'uno era sul punto di scoppiare dalla bile.
"Ciò insegna che non bisogna giudicare nessuno dall'apparenza. L'aspetto esteriore può ingannare. Chi sembra l'ultimo può in realtà risultare il primo. Voi conoscete qualcuno che sia come il numero otto?"
"Lui." disse un bambino bassino indicando Cristo Crocifisso appeso alla parete sopra la cattedra.
"Perché?" chiese la maestra.
"Lui è odiato e combattuto." mormorò una bambina timidina dalla pelle bruna.
"Lui è uomo e Infinito." aggiunse un bambino biondino con gli occhiali.
L'insegnante fu piena d'ammirazione per la semplicità e la profondità di ogni affermazione. "Quanto è vero quello che il Maestro ha detto: «Se non diventerete come bambini...»." pensò con commozione.
"Avete proprio ragione, miei bravi bambini. Gesù Cristo è davvero come il numero otto. L'Uomo-Dio lo si vuole sempre più emarginare ed eliminare. Nell'intero mondo contro l'Otto lottano in tanti. Perseguitano con ogni mezzo, dal più subdolo al più cruento, Lui, l'unico Salvatore dell'umanità. E' per questo motivo che il mondo è molto sconvolto, tanto che non si discerne più il bene dal male, confondendo l'uno con l'altro. E dato che i numeri imitano gli uomini, anche il loro mondo è tutto sottosopra."
"Cosa possiamo fare noi?" domandò una bambina dagli occhi a mandorla.
"Voi potete dare loro un buon esempio col non valutare i vostri compagni in maniera superficiale, col rispettarvi nonostante le vostre differenze fisiche, etniche e religiose. Ciò non significa però rinunciare alla propria identità. Ognuno deve rispettare l'altrui libertà, che non è illimitata, ma è fatta di diritti e di doveri. Dovrà vincere la verità, che non è, così come non lo è la matematica, un'opinione. In questo modo il mondo degli uomini e il mondo dei numeri potranno ritornare all'ordine naturale, all'armonia universale."
Nella classe stagnò per un po' il silenzio.
"Credete che ciò sia possibile?"
"Sìììììììì!!!" gridarono gli alunni in coro.
"Quindi, cari bambini, che possiamo dire a conclusione della lezione?"
"Viva tutti gli otto!" suggerì qualcuno.
"Viva tutti gli otto!!!" approvò con entusiasmo la classe all'unanimità.
(Racconto insignito della menzione speciale nel premio La fragile bellezza, e del diploma d'onore nel premio Trofeo Penna d'Autore.)
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