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Commenti al testo di cristina bizzarri
Haiku

Sei nella sezione Commenti
 

 Lucia Longo - 02/04/2015 09:38:00 [ leggi altri commenti di Lucia Longo » ]

Mi commuove quest’haiku...
molto bello...
Lo sento vicino sia per il mestiere che faccio, per tutte quelle primavere che ogni anno mi passano vicine negli occhi dei miei alunni ma anche per i mie anni che sempre di più se la portano via la primavera.
Ciao Cristina :-*

 Nando - 02/04/2015 06:52:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

Quel sentirsi vecchi dimostra in noi la consapevole preesistenza dell’Assoluto, qui raffiguarata dalla stagione naturale della primavera e quella umana dell’adolescenza, entrambe schiudono la vita ai sorrisi della vita.

  Cristina Bizzarri - 01/04/2015 00:01:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

I vostri commenti sono - tutti - meravigliose primavere. Buona primavera, anche se con qualche giorno di ritardo!

 Franca Alaimo - 31/03/2015 22:52:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

Essere vecchi vuol dire soltanto avere visto molte più primavere di quelle che possono contare i ragazzi; per questo motivo loro non sanno di avere la primavera dentro gli occhi e solo una persona vecchia la ri-conosce.
Del resto l’albero non muore e i fiori tornano sempre, e più numerosi via via che l’albero ha aggiunto altri rami: questo è il suo insegnamento.
E tu che sei poeta cosa fari se non lasciare tutte le tue primavere in eterna eredità.
Cristina, Cristina, quanta giovinezza è nell’arte della poesia! e quanta ce n’è nei tuoi occhi così azzurri che a entrarci dentro il cielo si raddoppia!

 Silvia De Angelis - 31/03/2015 20:52:00 [ leggi altri commenti di Silvia De Angelis » ]

...una primavera che si avverte nell’energia della gioventù
Buona serata Cris, silvia

 Fausto Torre - 31/03/2015 19:43:00 [ leggi altri commenti di Fausto Torre » ]

perché sei diretta e sai sfrondare lo sguardo, così scegli di usare il termine vecchia: non tutti i termini hanno nel significante la stessa potenza. Qui il primo verso attacca con un mi che si fa corpo ingombrante e ben solido. La presenza a se stessi e al mondo, la consapevolezza di essere in relazione con il tempo e con l’altro.
Il secondo verso trasmette l’incontro tramite quello stesso sguardo, e non a caso sceglie di presentarsi con un negli che non soltanto produce un suono pieno e sensuale all’orecchio, ha anche tutta quella forza dell’interno e stabilisce il passaggio del narratore nell’osservato: corrobora il senso di non separazione tra l’Io e il mondo. Unione garantita dai sensi e qui dalla vista la quale non fa che navigare dentro un grande liquido che unisce tutti (mi viene in mente Dostoevskji quando scrive: Mon frère demandait pardon aux oiseaux; cela semble absurde, mais c’est juste, car tout ressemble à l’Océan, où tout s’écoule et communique, on touche à une place et cela se répercute à l’autre bout du monde.
Nel terzo verso hai scelto di scrivere quel fa iniziale, che ha tutta la potenza del continuo, del riproporsi e divenire e infinire.

 Laura Costantini - 31/03/2015 18:56:00 [ leggi altri commenti di Laura Costantini » ]

Se riconosci la primavera negli ochi dei ragazzi, vuol dire che nei tuoi occhi c’è la primavera, un sentirsi vecchi che è un riconoscere emozioni, sensazioni già provate, che si risvegliano, ancora in noi.

 Lorenzo Mullon - 31/03/2015 18:45:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

la vecchiaia rende primaverili
per contrasto
e per verità